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Terre rare ne abbiamo?
Piccole aree evidenti e brillanti che si staccano nettamente dal fondo: è così che le Terre Rare si rivelano al microscopio elettronico all’interno delle rocce italiane.
L’analisi SEM-EDS è fondamentale per individuare ed esaminare le Terre Rare (come lantanio, cerio e neodimio) presenti in minime concentrazioni nelle rocce di scavo. Nelle rioliti italiane – rocce vulcaniche ricche di silice e fenocristalli, diffuse in Sardegna, Lazio e Toscana – questi preziosi elementi si trovano spesso all’interno di piccoli grani di monazite, un fosfato leggero.
Nelle immagini microscopiche BSE, tali particelle brillano come inclusioni bianche tra le caratteristiche strutture lamellari della caolinite, un’argilla derivata dall’alterazione dei feldspati.
Sebbene le Terre Rare siano strategiche per la transizione tecnologica ed energetica, l’attuale concentrazione di pochi ppm ne limita il recupero industriale, mantenendo lo studio confinato a un rilevante interesse scientifico e geochimico.
Come utilizzare l’EDS per ottimizzare la preparazione dei campioni biologici

La preparazione dei campioni biologici per la microscopia elettronica richiede protocolli specifici per garantire stabilità, conduttività e buon contrasto. L’uso di marcatori con elementi pesanti e la spettroscopia EDS permettono di valutare la distribuzione chimica nei campioni, migliorando la comprensione del protocollo e aumentando la riproducibilità degli esperimenti, soprattutto in studi multitecnica.
Osservazione di campioni liquidi e semisolidi al SEM

Osservazione di campioni liquidi e semisolidi al SEM