Applicazioni LVEM: Polimeri

LVEM delong instruments

Dai composti sintetici come le moderne plastiche e gomme, fino alle sostanze naturali come l’ambra e il caucciù, i polimeri costituiscono una classe di materiali straordinariamente variegata.

Oggi, con l’avvento e la crescente centralità della nano-strutturazione, l’analisi approfondita della loro morfologia, del comportamento di fase e delle loro proprietà fondamentali richiede strumenti avanzati: in questo scenario, la microscopia elettronica è diventata una risorsa insostituibile.

Il contrasto di potenziale nel SEM

SEM microscopia elettronica microscopio elettronico

Nell’analisi dei dispositivi elettronici esistono situazioni in cui osservare la sola morfologia o la composizione chimica di un campione non è sufficiente. Un circuito integrato può apparire perfettamente integro al microscopio elettronico, senza evidenti difetti strutturali, eppure non funzionare correttamente. In questi casi diventa fondamentale capire se ogni linea conduttrice, contatto o componente si trovi effettivamente al potenziale elettrico previsto.

Critical Point Dryer

critical point dryer

Il Critical Point Dryer (CPD) è uno strumento utilizzato per essiccare campioni biologici e non biologici in modo da preservarne la struttura tridimensionale originale, evitando i danni causati dalla tensione superficiale dell’acqua durante l’essiccamento convenzionale.

Il principio su cui si basa il CPD è il raggiungimento del “punto critico”, ovvero la condizione termodinamica in cui le fasi liquida e gassosa diventano indistinguibili e la tensione superficiale si annulla.

Analisi SEM-EDS di rocce di scavo italiane contenenti terre rare

terre rare sem

Terre rare ne abbiamo?
Piccole aree evidenti e brillanti che si staccano nettamente dal fondo: è così che le Terre Rare si rivelano al microscopio elettronico all’interno delle rocce italiane.

L’analisi SEM-EDS è fondamentale per individuare ed esaminare le Terre Rare (come lantanio, cerio e neodimio) presenti in minime concentrazioni nelle rocce di scavo. Nelle rioliti italiane – rocce vulcaniche ricche di silice e fenocristalli, diffuse in Sardegna, Lazio e Toscana – questi preziosi elementi si trovano spesso all’interno di piccoli grani di monazite, un fosfato leggero.

Nelle immagini microscopiche BSE, tali particelle brillano come inclusioni bianche tra le caratteristiche strutture lamellari della caolinite, un’argilla derivata dall’alterazione dei feldspati.

Sebbene le Terre Rare siano strategiche per la transizione tecnologica ed energetica, l’attuale concentrazione di pochi ppm ne limita il recupero industriale, mantenendo lo studio confinato a un rilevante interesse scientifico e geochimico.