Diaframmi: funzioni e tipologie

I diaframmi all’interno di una colonna elettron-ottica possono svolgere diverse funzioni. Infatti, attraverso l’utilizzo dei diaframmi è possibile controllare la risoluzione dell’immagine formata dalle lenti, la profondità di campo e la profondità di fuoco, unitamente al contrasto che caratterizza l’immagine.

In alcuni casi, i diaframmi possono essere anche impiegati per limitare la dose di elettroni che colpiscono il campione, in modo tale da poter lenire il danneggiamento del campione da parte delle radiazioni e dall’impatto elettronico, soprattutto nel caso di campioni sensibili come quelli biologici.

Generalmente, i diaframmi sono costituiti da un sottile disco circolare in metallo refrattario, come platino o molibdeno. Al centro di questi dischi viene praticato un foro di un dato diametro. A seconda delle dimensioni del foro, cambiano le proprietà diaframma stesso: ad esempio, se il diaframma viene utilizzato per lo scopo succitato, ossia quello di ridurre la quantità di elettroni che impattano sul campione, più piccolo è il diametro del foro e minore sarà ovviamente la quantità di elettroni.

diaframmi microscopio elettronico
diaframmi microscopio elettronico

Con il passare del tempo, i contaminanti residui all’interno della colonna si possono accumulare ai bordi del foro centrale: questo fenomeno compromette la circolarità del foro ed induce astigmatismo, alterando la qualità delle immagini. Questo comporta la necessità di una periodica pulizia o di una completa sostituzione dei diaframmi in platino. In alcuni microscopi a trasmissione, questo effetto indesiderato può essere contenuto utilizzando diaframmi circolari costituiti da una sottile lamina di oro. Quando colpita dal fascio elettronico, questa lamina si riscalda ed i contaminati vengono così rimossi. Tuttavia, il maggior inconveniente di questo tipo di diaframmi consiste nella loro elevata fragilità, con conseguente altrettanto alta tendenza alla rottura.

Infine, a seconda del costruttore, alcuni microscopi possono utilizzare come diaframmi non dei dischi singoli ma delle sottili lamine di molibdeno forate. In questo caso, il costo produttivo di tali diaframmi è minore rispetto ai dischi singoli ed il numero di fori, e perciò il numero di diaframmi, che si possono avere a parità di spazio può essere più alto. Di contro, nel caso di contaminazione anche di un solo foro, non vi è un processo di pulizia efficace e di conseguenza è necessaria la sostituzione dell’intera lamina.

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